Non importa

Non importa quanta strada percorrerai
mi interessa quanto tempo ancora interporrai
tra te e le mie labbra.
Non importa quale strada ti ha portato qui
mi interessa quale viaggio affronterai
per fermarti nuovamente tra le mie braccia.
Quando provi a guardare lontano,
gli occhi inventano perigliosi sentieri
e le cose che cerchi di afferrare
diventano sempre più piccole di ciò che vedevi.
A volte, gli occhi ci diventano così piccoli,
da scomparire in un buio senza dettagli…
fino ad inventarsi il giusto contorno
che non ha bisogno di luce ne di alcuna voce.
E non importa quanta notte è ormai passata
mi interessa quale colore hai scelto
per dipingerti nel mio silenzioso accanto.
Non importa quale vento t’ha soffiato qui
mi interessa quanto amore farai piovere
sopra questa terra mia screpolata dalla sete.
©blu
Gli occhi

Gli occhi della gente
sono vanghe senza più filo e fanno male
ti incidono nelle ossa
ti decidono vuoti d’anima che non esistono
lasciando dentro tracce di ruggine…
Gli occhi della gente
sono fari esasperati dalla solitudine
giganteschi cucchiai per rimestar la notte
di fastidiosa ed invadente indifferenza…
Occhi senza nome
che ti plagiano senza ragione
occhi senza motivi
per vivere di te,
incapaci d’essere…
di distinguere ciò che si guarda
da ciò che vuol esser visto.
Di sottrarre l’ombra al giorno
per specchiarsi in una vita altrui!
©blu
Osmosi

Ci sono molte nuvole su questa strada ed ognuna narra di una storia… ognuna bagna le labbra di chi vuole raccontarle… e di chi ha il tempo per fermarsi ad ascoltarle. Noi siamo gli alberi, siamo la foresta, siamo l’acqua del canneto… siamo un trifoglio sul ciglio della strada… siamo la farfalla e l’ape che rovistano nella natura… siamo ciò che abbiamo dentro il cuore e tutto ciò che riusciamo a tirarvi fuori, lasciando che la nuvola si posi lentamente sopra il palmo della mano, per poterla accarezzare… e ricevere così tutti i brividi e l’emozioni che mi sai dare senza bisogno di parlare!
Ci sono molte storie su questa strada ed ognuna è legata con un filo alla rugiada che ti scorre in volto… dai, non è finito il nostro tempo… abbiamo ancora luci accese per governare gli occhi… concedimi il sorriso, il tempo di scivolarti attorno… il modo per dipingerti dentro la mia pelle… è un mare nuovo questo, ma è l’acqua mia… e quando mi ritraggo è solo per lasciare che tu mi possa asciugare… terra calda dove smettere di fuggire, dove non ricominciare ma iniziare ad essere. Fino al prossimo passaggio delle nuvole… senza il freddo, senza la notte, senza il silenzio… e sarà la storia di qualcun altro, non la mia!
©blu
Noi

Mia madre è una canzone,
mio padre il vento…
mi scivolano negli occhi come un silenzio
un istante pennellato sulle nuvole
ed ogni volta che m’addormento, piove…
Allora esco… per bagnarmi di questo dono,
per sentirmi addosso ancora qualcosa di familiare,
per non trovarmi senza radici
orfano di ricordi e di stagioni senza più ragione.
©blu
Fotografia: Saqib Z. – Silvia Bratanova

Un vuoto in cielo

Non voltarmi ancora le nude spalle…
come posso raccontarti il vuoto
se non vedo più dove finisci?
Sei il bianco prepotente,
il lontano più assordante,
una strada assai distante…
Non fermare col silenzio
la preghiera timida e sommessa
del tuo unico desiderio…
Sei la notte buia e frettolosa
la spiaggia che si ritrae all’acqua
il mare che ti confina e tace
in rumorosa eco di silenzi.
Hai dipinto un vuoto in cielo
e vi hai soffiato il vento…
e mandato nuvole a cancellare me,
ricordo, tempo inutilmente assente…
la tua pelle gettata via!
©blu






