Il tempo che verrà

Ci sarà modo per cambiare il banale scivolare delle cose, quando gli anni avranno ingessato i sogni imponendogli la neve tra i capelli, gli occhi non avranno più stagioni per innamorarsi ancora… della vita, della storia cui siamo stati attori e figuranti, presenti e indifferenti, ma che in ogni caso abbiamo sempre lasciato ci scivolasse un poco addosso come un “favore” non meritato. Ci sarà un tempo consono per valutare il peso degli errori fatti e quanto di buono ci sarà ascritto, col beneficio di memoria quando, non essendo più di questa partita né più iscritti negli elenchi delle parrocchie, ci improvviseremo concettuoso succo di un diario o di un ricordo, odor di fiore asperso prosciugato dalla storia. Saremo un passato inargentato, incorniciato su di un pianoforte, insieme alle sue note calde ed ad altri che come me non hanno avuto di quest’andare il senso, lasciando tutto troppo al caso od alla notte… si, ci sarà un tempo per guardare in faccia un aquilone e riconoscervi dentro le piroette già affrontate… ci sarà un tempo per non pensare a tutto questo e, spero in fondo, non arrivi presto ma è già vicino. Il tempo che verrà, da non sprecare invece, dovrà durare a lungo… dolce come i baci e caldo come un abbraccio, sarà per l’eternità!

©blu


Fotografia: Zan Zib

(File audio Box associato:004_Il tempo che verrà)

5 risposte a Il tempo che verrà

  1. monicamarghetti 25 gennaio 2012 alle 14:41

    a volte sapere che il tempo passa…mi spaventa.

  2. arsomnia 15 gennaio 2012 alle 21:43

    “.. quando gli anni avranno ingessato i sogni… ”
    Non bisognerebbe permetterglielo, agli anni, di fare questo. Perchè forse anche la morte, nella sua più assoluta realtà, è un sogno. Se mi soffermo alla parola “trapasso”, comprendo che nulla ha fine.
    Felice d’averti ritrovato.
    Un abbraccio
    Ars

  3. Stefy71 15 gennaio 2012 alle 17:52

    Tutto ciò che scrivi mi arriva come sequenza di immagini e di emozioni, da custodire con cura, da rivedere nei dettagli. Non ti si può leggere una sola volta ma viverti più volte.

  4. evaultima 12 gennaio 2012 alle 00:56

    quello che Tu scrivi, non è da leggere, è da essere.

    [rubato e giusto minimamente parafrasato da Acqua viva, C. Lispector, in cui suona così: "Quello che ti scrivo non è da leggere, è da essere", ]

  5. Nera 6 gennaio 2012 alle 21:34

    Devo liberarmi del tempo
    e vivere il presente giacche’ non esiste altro tempo
    che questo meraviglioso istante….
    Alda Merini

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