Toe


C’è una luce che mi scuote il freddo, urla di sé voce che non vedo ma sento penetrarmi nelle ossa come un’acqua che cerca la propria foce e corre, profonda scende… indifferente agli ostacoli ed a tutti i giri che dovrà fare prima d’arrivare. Calore buono, che non ha logica e non ha colore… è solo primitiva danza d’attrazione che riconosco dall’odore che mi sventoli dinanzi in quel peregrinarmi dentro. Per gravitazione i brividi, mentre mi siedo a gustare il piacere che provoca questa vibrazione, mentre prende forma e s’adagia. Aleatoria e duttile come un’argilla, azzarda e vibra di prodromi da creazione… luce che scalda ancor più e m’avvolge in sorgente attrazione. Disegnata in circolari spire e muta in attinente idea che sempre più si fa selvaggia ed urla… materno dolore in apice al cielo cangiante di piogge sterili relegato nell’iride che mi solletica le palpebre. Aria ed acqua forgiate a dar vita alle sfumature che circondano gli occhi che sono il centro di strano vortice, centro di fasulle convenzioni e convinzioni… fulcro di inenarrabili crepacci emotivi ed indecenti emozioni. E’ nata per stare in cielo, come un pensiero fiero d’ogni morale e di regale stirpe… lambisce labbra e labbra sino a sparire nel mare che non ha fine… nell’antro cieco di sotto al monte celato ai tentacoli di un qualunque desiderio. Ma, imo e buio, attende l’irrisolto verticale come un deserto quando stagionano i monsoni.
Mi attiene esfoliare l’abito che t’avvinghia come un’edera da liberar del tralcio al vento, come desiderio d’aria che ti soffoca la voce e sprigiona vocali afone di piacere da far avvilire l’istesso che s’attrezza di trasparenti balze e slanci per carpire l’occhio ch’io conosco e che ti impongo, come mio, per darti ancor più senso. Per darti il gusto di non saperti pegno… per far di te, non la cosa stessa, ma il bisogno umano d’essere istrumento al proprio sesso, desiderio estruso in diversa presenza, agile alla misura che l’uomo non conosce più esser proprio divenire e che io benedico come luce in te… luce che mi vibra sulla frequenza di un “non sei mia” ma sei di pelle e carne sazia al tatto, luce di Dio, ninfa bianca sulla curva dell’angelo!

©blu


 - Fantasia fotografica tratta dal web -

(File audio Box associato:010_Turning tables)

3 risposte a Toe

  1. Nera 2 gennaio 2012 alle 22:30

    Cosi adesso…lo sai:)

  2. levonah 2 gennaio 2012 alle 21:52

    “Le acque fanno crescere ogni forma di piacere”…

  3. Stefy71 2 gennaio 2012 alle 18:21

    Un arpeggiare di melodiose fantasie, desideri, pensieri, venti di sogni e brezze di realtà

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