Non moriremo mai

Non ho più matite per sporcare questo quaderno… non v’è un quadretto libero, non una pagina che sia pulita… orecchie agli angoli, sciatte macchie d’unto… e gli esami, come si sa, non volgono alla fine! Io che mi rimando sempre perché ho imparato nulla e nulla imparerò… complice un grembiule azzurro scolorito, con tre tasche piccole, scucite, e un grande fiocco bianco già disciolto ai primi dell’estate. Arrivare in ultimo, tra gli ultimi… senza poter sperare d’essere primo d’altri traguardi. Non ho più ingegno per verniciare il mondo con un fumo di grafite e gran poco sentimento, memoria di un non colore dove s’arrampicavano i capricci, dove s’involgevano i miei ricci… cuor di tempo, malato e curvo senza più adolescenza, e di quel battere dislessico al proprio posto… dietro una lavagna. E’ lì che vi disegnai un uomo… bianco di gesso, mentre s’abbracciava il proprio sogno vuoto e lo baciava a secco… quasi fosse stata una grammatica o dizione di un non amore. Più che ingegnoso diverticolo dall’insolita forma di cuore  fuggito da chissà quale pagina distratta, brutta tra le brutte, densa di strafalcioni… di orrori e simboli a piacere da correggere con la matita tua del razionale per sottolineare il cielo che non scorgi ed il rosso delle tue labbra impudiche.  Così io vivo, senza la pretesa d’essere… umile e casuale circostanza, con la saggezza mimica del sei politico quando, invero, al far del nuovo giorno si travestono le zucche vuote dei dittatori perché su questa terra, è vero… ogni scherzo vale in vergognosa e deprimente farsa da carnevale! Non ho più matite per raccontare di errori scontati o da scontare, non un gesso per imbiancare di rabbia o sesso il disegno esatto delle mie emozioni sopra le tue impronte da seguire, a debita distanza, come le nuvole fanno con gli angeli quando, perdute le ali, scendono sulla mia lavagna a tradir, con pelle e fuoco, il tempo ancora vivo dentro noi… che non moriremo mai!

©blu


Fantasia fotografica con immagini di Yanto Effendi & Sergey Popoff

(Audio Box file associato:012_Non moriremo mai)

3 risposte a Non moriremo mai

  1. levonah 29 dicembre 2011 alle 08:41

    e così mi perdo trovandomi sospesa dentro gli effluvii di quel mare intriso del mio e del tuo nulla

  2. evaultima 27 novembre 2011 alle 23:59

    E Tu comunque prova un po’: rilascia le braccia lungo i fianchi e serra i pugni – ma non troppo stretti, non occorre, non metterci intenzioni – . poi portali all’altezza delle spalle, anzi, meglio un po’ più giù. Quindi tendi gl’indici tenendoli a una distanza – diciamo – di una ventina di centimentri, paralleli. Tra l’un dito e l’altro, in sequenza di precisi amorevoli movimenti, quel nastro bianco in docile arabescare al centro sapientemente incrocia [può darsi che di sfiori il viso, ma non ti spaventare...], volteggia ancora rapido, si stringe in nodo – ma gentilmente – termina . et volià… il fiocco è fatto, perfetto, lindo preciso: non troppo rigido, non troppo vaporoso [sei un maschietto!!]…
    Butta sequele di Caran d’Ache spuntati, mozziconi di pastelli a cera, quaderni Pigna, album Fabriano… sorridi ad orecchi rimediati con fermagli, tralascia d’urlare in buchi fatti con troppo esercizio di gomma lato duro, e…
    Ritorna al calamaio gravido d’inchiostro – blu! – tuffa le dita e ricomincia…
    Scriviti sopra i muri, per terra, rotola Te nei segni…
    Componi secchiate di colori mescolando polvere di terra di siena e verde acido e celeste e blu di pussia… Sii tu colore ed infinite nuances così come Tu sei.
    Sii [sei] segno colore e sfumature in infinito divenire, Fuori da ogni pagina, limite o confine…
    Così come ti tocco mi colori…

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s